La nostra filosofia


Iniziando dalla nostra spesa determiniamo il presente e il futuro della nostra salute e di quelli della Terra.

“La societá industriale moderna é una religione fanatica.

Stiamo distruggendo, avvelenando, azzerando i sistemi vitali del pianeta.
Stiamo firmando cambiali che i nostri figli non potranno pagare… Ci comportiamo come se fossimo l’ultima generazione del pianeta.
Se non interviene un cambiamento radicale nel nostro cuore, nella nostra mente e nella nostra visione, la Terra subirà lo stesso destino di Venere, un pianeta morto e carbonizzato.”
José Antonio Lutzenberger ex ministro dell’Ambiente brasiliano per l’ambiente e responsabile della foresta pluviale amazzonica – citato nel Sunday Times di Londra del 1991

ORGANICA – SOSTENIBILE – MACROBIOTICA/AYURVEDICA – CRUELTY FREE

Per tutti questi motivi la nostra cucina é basata principalmente su :
materie prime di origine biologica, a km 0, ovvero utilizziamo la filiera corta negli acquisti, é di tipo macrobiotica, ayurvedica e 100% cruelty free.
Una filosofia culinaria  adatta per tutti , comprese le persone che per diversi motivi di salute devono ridurre o eliminare completamente latte, uova e anche glutine.
 

Facciamo ora un po’ di chiarezza sui termini…

Organica, ovvero prodotti di origine biologica. La parola “biologica” presente in agricoltura biologica è in realtà un termine improprio: l’attività agricola, biologica o convenzionale, verte sempre su un processo di natura biologica attuato da un organismo vegetale, animale o microbico.

La differenza sostanziale tra agricoltura biologica e convenzionale consiste nel fatto che la prima reimpiega la materia principalmente sotto forma organica, mentre quella oramai detta convenzionale, impiega processi industriali come industria chimica, estrattiva, meccanica, et etc.

Una dicitura sintetica più appropriata per le colture biologiche, avrebbe forse potuto essere una di quelle adottate in altre lingue, come agricoltura organica oppure agricoltura ecologica, perché  spiega correttamente la filosofia , ovvero la conservazione della sostanza organica del terreno o l’intenzione originaria di trovare una forma di agricoltura a basso impatto ambientale.

La filosofia dietro a questo diverso modo di coltivare le piante e allevare gli animali non è solamente legata all’intenzione di offrire prodotti senza residui di fitofarmaci o concimi chimici di sintesi, ma anche (se non di più) alla fondata volontà di non determinare nell’ambiente esternalità negative, cioè impatti negativi sull’ambiente a livello di inquinamento di acque, terreni e aria.

Fonte Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Agricoltura_biologica

Sostenibile, per esempio avere un approccio più responsabile tutti giorni anche nel fare la spesa. “Il modello economico attualmente dominante – il cosiddetto Piano A, ciò a cui siamo abituati da sempre – basato sulla crescita illimitata e sull’uso incondizionato delle risorse naturali non sarà sostenibile ancora a lungo. È la Terra che non riesce più a sopportarlo. Il rischio? Il collasso della civiltà per come l’abbiamo conosciuta, drammatica ripetizione di ciò che è successo ad altre culture che hanno sfruttato all’eccesso le risorse naturali. La sfida consiste nel costruire una nuova economia, prevalentemente alimentata da fonti energetiche rinnovabili, dotata di un sistema di trasporti differenziato e che riusi e ricicli i propri scarti in maniera efficiente. ” Fonte:Lester Brown dal suo libro “Piano B 3.0”.

Quando andiamo a fare la spesa non ci rendiamo conto di tante cose che creano inquinamento e impoverimento della microeconomia. Per esempio comprando frutta e verdura fuori stagione che arriva su aerei Cargo, oppure comprare prodotti freschi dal Sud se si é al Nord e viceversa, solo queste due riflessioni nel farci scegliere i prodotti che usiamo giornalmente ci farebbero risparmiare, soldi, inquinamento e malattie. Per non parlare del mancato sostentamento a piccole aziende agricole nelle zone limitrofe a dove viviamo.

Macrobiotica, ayurvedica e cruelty free e per intolleranze alimentari. Per l’ecologia, l’etica e la salute. Il principio fondamentale della Macrobiotica spiega che nell’Universo ci sono due forze sottostanti, opposte e complementari : Yin il femminile, forza espansiva e Yang il maschile, forza contraente.

Il cibo che mangiamo come tutte le altre cose sulla terra, incorpora queste due forze. Un’ alimentazione bilanciata ci rende piu’ sani e ci fa vivere in armonia con l’universo intero.
Nella filosofia macrobiotica ma anche nell’ayurveda la natura e’ un luogo da onorare e dunque tutti i suoi prodotti devono essere usati per il meglio che possono offrire.
Nell’ayurveda e nella macrobiotica si insegna che quando si mangia correttamente non servono medicinali e queste filosofie sono alla portata di tutti, non sono un mistero, no ci sono segreti, non sono religioni o un sistema in cui si entra. Sono semplice consapevolezza; é un cammino individuale, nel quale entri in contatto diretto con la natura e con la conoscenza  del corpo e degli alimenti. Semmai quindi, l’unico segreto e’ che si cerca di comprendere e praticare la legge della natura direttamente nella nostra cucina e nel nostro piatto.
Senza complicazioni mentali ci si puo’ perfezionare, elevare, ed espandere (yin) attraverso il cibo e il cucinarlo.
Con la macrobiotica, come con l’ayurveda si realizza un cambiamento che magari solo all’inizio puo’ sembrare strano  o difficile, perche’ il cibo e’ diverso, ma soprattutto la visione di questo sembra un po’ troppo particolare e ci facciamo spaventare dalla mente che ci collega alla “gola” e all’abitudine. Ma se si fa un piccolo sforzo e solo all’inizio, si comprende poi subito che il cibo non e’ solo il gusto che entra in bocca e che puoi percepire come iniziale sensazione, non si ferma li’ ma e’ cio’ che introduci dentro che crea una grande armonia, dando equilibrio e senso di benessere duraturo.
Macrobiotica ed ayurveda insieme possono diventare una pratica alimentare e di vita e si arriva ad una consapevolezza del cibo e del nutrimento che vi accompagnerà  poi per tutta la vostra vita.
100% cruelty free
Infine siamo quindi a favore di una scelta 100% cruelty free, ovvero senza sofferenza.
Non solo quindi per una visione salutistica ma per diversi motivi, come per esempio l’ecologia e l’etica sociale. 
Per mantenere infatti gli allevamenti intensivi di “bestiame da macello” ci sono enormi sprechi di risorse. La distruzione di foreste millenarie e di terreni fertili, sottratti soprattutto nel Terzo Mondo, per creare pascoli unicamente destinati al foraggio per animali che risiedono a migliaia di km di distanza.
Così facendo, non solo inquiniamo in maniera discriminata per trasportare il foraggio per lunghissime distanze, ma oltretutto impoveriamo ancora di più le popolazioni locali che si vedono sottrarre i loro terreni.
Inoltre non dimentichiamoci appunto della Salute. Essendoci molta disinformazione, in pochi sanno che l’uomo, per le sue caratteristiche fisiologiche affini a quelle delle scimmie e assai diverse da quelle degli animali carnivori, non è onnivoro, bensì frugivoro, ossia predisposto ad un’alimentazione a base di frutti e semi.
Il biologo inglese Thomas Henry Huxley riteneva la migliore base per la classificazione della specie umano : la mano prensile, come le scimmie e i roditori, e infine la posizione della mandibola e della dentatura inferiore, tipica dell’uomo ma anche delle scimmie e degli animali vegetariani in genere.
La nostra naturale predisposizione a digerire frutta, verdure e semi e non invece cosí bene la carne e tutti gli alimenti di derivazione animale, crea in una dieta moderna, prevalentemente carnivora e quindi nemmeno onnivora, diversi scompensi e rischi.
“Le diete vegetariane sono in linea con le raccomandazioni per la prevenzione del cancro del World Cancer Research Fund e dell’American Institute for Cancer Research[315]. Sia nell’Adventist Health Study che nell’EPIC-Oxford è stata riscontrata tra i vegetariani una minore incidenza di alcuni tipi di tumore (della prostatadel colon-rettodello stomacodella vescicalinfoma non Hodgkin e mieloma multiplo) rispetto ai non-vegetariani. 
Tra i fattori protettivi delle diete vegetariane sono stati indicati l’assenza della carne (rossa, bianca e di pesce) e un maggiore consumo di frutta, verdura e di alcuni cibi vegetali come i pomodori e la frutta disidratata[289][316]. Il consumo di latticini potrebbe invece indebolire gli effetti protettivi della dieta vegetariana[317][318][3]. Uno studio pilota del professor Dean Ornish (Preventive Medicine Research Institute) ha inoltre dimostrato la possibilità di regressione per tumore alla prostata in fase iniziale con una dieta vegana associata ad altri cambiamenti intensivi dello stile di vita[319].”  Fonte: wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Diete_vegetariane#Influenza_delle_diete_vegetaria e_su_malattie.2C_disturbi_e_altri_aspetti_della_salute
Infine ci sentiamo di inserire anche l’aspetto morale per la discriminazione a discapito di certe specie di animali piuttosto che altre.
A volte in passato anche noi ci siamo trovati a “condannare”, giudicando come retrograde delle culture che usano nella loro dieta animali come cani e gatti, oppure quando abbiamo seguito con passione le campagne per bloccare il massacro di balene, delfini e foche. 
Ma se ci ragioniamo, uccidere un animale piuttosto che un altro é “solo” un punto di vista di culture diverse.
Per i musulmani mangiare il maiale é considerato impuro, per gli indiani mangiare le vacche é un sacrilegio, per una parte considerevole degli inglesi mangiare la carne di cavallo é incivile, per noi europei, appunto cani e gatti e per alcuni degli italiani anche cavalli e conigli sono off-limits.
Perché quindi dovremmo definire un animale sacrificabile e uno no?
Perché dovremmo amare un cane e non un maialino?
Perché dovremmo difendere un delfino e non un tonno?

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